Domande e risposte per orientarsi rispetto all'affido - Ambito di Carate Brianza

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TEPEE - DOMANDE E RISPOSTE PER ORIENTARSI RISPETTO ALL'AFFIDO

Che cos’è l’Affido Familiare?

L'Affido è un’esperienza di accoglienza. Si realizza inserendo temporaneamente il minore in una famiglia diversa da quella d' origine. In questo modo si offre al bambino o all'adolescente un punto di riferimento familiare affettivo ed educativo che permette a lui ed alla sua famiglia d' origine di superare il momento di temporanea difficoltà.

 

Chi dispone l’Affido?

Il Servizio Sociale o il Servizio Tutela Minori dispone l'affido con il consenso dei genitori e con ratifica del Giudice Tutelare.  In assenza del consenso dei genitori, l’Affido viene disposto dal  Tribunale per i  Minorenni che incarica i Servizi Sociali di individuare una famiglia idonea per il minorenne.

 

Perché si ricorre all’Affido Familiare?

Si ricorre all’affido familiare quando i genitori si trovano in grandi momenti di difficoltà personali, relazionali, di coppia, sanitari  tali da  non riuscire a  far fronte ai bisogni di crescita ed educativi dei loro figli.  L’Affido pertanto è un aiuto per

  • la famiglia d’origine, affinché questa possa superare,  in un arco di tempo definito, le sue difficoltà,
  •  il bambino affinché possa  continuare il suo processo di crescita in attesa di poter rientrare nel suo nucleo d’origine.

 

Chi sono i bambini/ragazzi che vanno in affido?

Sono bambini (da pochi mesi) ed adolescenti (fino a 18 anni), italiani o stranieri.

 

Quanti tipi di affidi esistono?

L’affido può essere a tempo pieno, diurno (ovvero per alcune ore al giorno, o per alcuni giorni della settimana), per il week-end o per le vacanze. Il progetto tiene conto delle specifiche esigenze del minorenne ed è strutturato a partire dai suoi bisogni e da quelli dei suoi genitori.

 

Quanto dura l’Affido? Quando termina?

Dura il tempo necessario affinché si realizzi un cambiamento positivo nella famiglia di origine.  La legge prevede che il progetto di affido abbia una durata di due anni, che può essere prorogata in caso di ulteriori bisogni.

Il bambino rientra in famiglia nel momento in cui il suo nucleo d’origine ha superato la situazione di difficoltà.

 

Chi può accogliere un bambino in Affido?

Coppie coniugate o conviventi, con o senza figli, ma anche persone singole.

Non ci sono vincoli di età anche rispetto all’età del bambino, né di reddito.

Possono diventare affidatari anche i parenti del minorenne.

 

Quali sono i compiti della famiglia affidataria?

Gli affidatari devono provvedere alla cura, al mantenimento, all’educazione ed all’istruzione del minorenne in collaborazione con i Servizi Sociali, tenendo conto, ove è possibile, delle indicazioni dei genitori.  Per il buon esito dell’affido agli affidatari è richiesto di mantenere vitale la relazione tra il minorenne e la sua famiglia anche con contatti tra loro, di avere un comportamento collaborativo con gli operatori e riservato sulla storia del minorenne e della sua famiglia


Che supporto è offerto alle famiglie affidatarie?

Il Servizio Affidi accompagna costantemente le famiglie per tutta la durata del progetto di affido, assicurando un supporto mirato in casi di difficoltà.

Alle famiglie è garantito anche un supporto economico, una copertura assicurativa e specifici aiuti disposti dalla vigente legislazione (congedi parentali, detrazioni di imposta, dote scuola...).

 

Come opera il servizio affidi Tepee?

Il servizio affidi è composto da un'equipe tecnica multidisciplinare: una psicologa, un’assistente sociale e una pedagogista che coordina anche il servizio.

Una delle attenzioni principali del Servizio Affidi Tepee  è di  cercare di  non lasciare da sola la famiglia affidataria durante il percorso di affido. L’equipe tecnica definisce con la famiglia  un percorso individualizzato di colloqui concordando tempi e orari di incontro sin dalle fasi di conoscenza. Nel percorso di accompagnamento e sostegno in media le coppie vengono incontrate una volta al mese,  favorendo anche uno scambio a distanza  telefonico o  via email. In particolari  periodi dell’affido come l’ avvio, la conclusione, o momenti di crisi, i colloqui possono essere  molto più ravvicinati. Gli affidatari possono altresì contare per emergenze  su una linea telefonica sempre attiva anche durante i fine settimana e festivi .

Oltre ai colloqui con  le singole famiglie, dal 2004, è stato costituito un gruppo di mutuo aiuto delle famiglie affidatarie che, una sera al mese, si incontra   guidati  da  uno psicologo specialista e dalla pedagogista del servizio: questo strumento si è rivelato un prezioso supporto per le famiglie, che diventano risorsa importante anche tra loro .


 

Qual è il percorso da seguire per diventare famiglia affidataria?

Il percorso prevede 6/7 colloqui di conoscenza e formazione tra cui una visita domiciliare e un colloquio di restituzione. I colloqui sono personalizzati per ogni nucleo e finalizzati a favorire nella coppia/persona singola, una riflessione concreta condivisa con gli operatori sulla disponibilità e sulle risorse personali e famigliari. Nel caso di famiglie con figli, questi sono conosciuti di solito dagli operatori in occasione della vista domiciliare che viene effettuata a casa. L'attenzione particolare che viene dedicata ai figli naturali con modalità diverse rispetto alla loro età,  permette anche ai ragazzi di comprendere meglio  la complessità dell’affido, e di accogliere le proprie emozioni, a volte discordanti, che viaggiano tra  affido immaginato ed affido reale.

 

Come e con che tempi si avvia l'affido?

Terminato il percorso di conoscenza la famiglia viene inserita nella banca dati del servizio.

Per l'avvio concreto del percorso di accoglienza in affido i tempi variano a seconda dei bisogni  che i servizi sociali del territorio raccolgono segnalando al servizio Tepee i minorenni che necessitano di tale risorsa.

La proposta di abbinamento viene condivisa con i servizi sociali di residenza del minore con i quali si lavora in modo costante ed integrato, declinando anche il progetto d'affido con particolare riferimento a obiettivi, tempi e modalità anche relativamente agli incontri con le famiglie d'origine. Il patto d'affido viene sottoscritto da tutte le parti coinvolte in un incontro congiunto.

I progetti d'affido generalmente prevedono un periodo di conoscenza  e  inserimento graduale, ma possono essere attivati anche in modalità di urgenza per situazioni particolari.

 

Chi tiene i rapporti con la scuola? Posso portarlo dal pediatra? E se succede qualcosa? Posso andare in vacanza?  Può frequentare un’attività e chi la sceglie?

Le domande concrete sono molte e varie anche a seconda del bambino o ragazzo e della tipologia di affido e del dispositivo del giudice, pertanto gli operatori del servizio sono  sempre a disposizione per accogliere quesiti ed approfondire  risposte.

Al termine dei colloqui informativi viene fornito  un vademecum con le principali informazioni.

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